mercoledì 2 marzo 2011

La caduta dei gravi...

La fisica moderna nasce dall'analisi della caduta dei gravi da parte di Galileo Galilei.
Caduta di un grave.
Lo scienziato pisano mostrò che i corpi materiali cadono, nel vuoto (escludendo quindi qualunque effetto di attrito), tutti con la stessa accelerazione, indipendentemente dalla loro massa; questo fenomeno è conseguenza diretta dell'equivalenza tra massa gravitazionale e massa inerziale. Da essa si deduce che ogni corpo, in prossimità della superficie terrestre, subisce una accelerazione pari a circa:
g \approx 9,81\frac{m}{s^{2}}
La formula esatta per l'accelerazione la si può ritrovare attraverso la legge della forza gravitazionale:
\mathbf{F}(\mathbf r)=-\frac{Gm_gM}{r^2}\hat{\mathbf{r}}
dove:
  • M è la massa della Terra
  • G è la costante gravitazionale
  • mg è la massa (gravitazionale) dell'oggetto soggetto alla forza gravitazionale
  • r è la distanza del corpo dal centro della Terra
Dato che la distanza tra il grave e il centro della terra è pari a circa il raggio terrestre R, questa equazione si approssima a:
\mathbf{F} \approx -\frac{GMm_g}{R^2} \hat \mathbf r = -m_g g \hat{\mathbf{r}}= m_g \mathbf g
dove g=:\frac{GM}{R^2}
Sostituendo nel secondo principio della dinamica:
\mathbf F=m_i\mathbf a=m_g \mathbf g
e, dato che le masse gravitazionali e inerziali sono proporzionali, per esse si sceglie la stessa unità di misura in modo che, semplificando, si ottenga per l'accelerazione:
\mathbf a=\mathbf g
indipendentemente dalla massa del corpo sottoposto alla forza di gravità. La relazione, proiettata lungo la verticale, diventa:
a_r \approx -9,81 ms^{-2}

1 commento: